
Un rack, tutta l'azienda
Nerd Force One è il sistema che tiene insieme in un unico rack l'intera infrastruttura IT di Nerd Company: rete, videosorveglianza, telefonia, storage e automazioni basate su intelligenza artificiale. Tutto quello che normalmente un'azienda distribuisce tra dieci fornitori diversi, qui vive in un cassetto che si tira fuori dal case.
La scelta non è estetica, anche se il vetro con i LED azzurri fa il suo effetto quando qualcuno lo vede per la prima volta. È una scelta di sovranità: i file, la posta, le automazioni, i modelli di intelligenza artificiale che usiamo ogni giorno girano su hardware nostro, in casa nostra, senza dipendere da abbonamenti esterni che possono cambiare prezzo, policy o sparire da un giorno all'altro. Controllare l'infrastruttura significa controllare i dati che ci passano dentro, e questo per un'azienda che fa consulenza IT non è un dettaglio ideologico: è la prova pratica che sappiamo fare quello che proponiamo ai clienti.
Il pezzo che dimostra tutto: la GPU modificata a mano
Se c'è una cosa che racconta meglio di ogni altra il livello di questo progetto, è la Zotac RTX 3090 che alimenta i carichi di calcolo del sistema, dai modelli linguistici locali alla trascrizione audio. Il problema era semplice da enunciare e impossibile da aggirare comprando altro: il dissipatore ad aria originale della scheda era troppo ingombrante per il case scelto per il rack, ma una GPU con questa potenza e questa quantità di RAM non esiste in dimensioni compatibili con lo spazio disponibile. Non c'era un'alternativa da acquistare. L'unica strada era modificare fisicamente quella che avevamo.
Shroud, backplate e dissipatore originali sono stati tagliati per adattarli agli spazi disponibili. Il taglio ha aperto gli heatpipe che corrono all'interno del dissipatore, e a quel punto l'unica strada per non buttare via il pezzo era risaldarli uno per uno per richiuderli e ripristinare la tenuta ermetica che ne permette il funzionamento. Sopra, due ventole Arctic P9 Max collegate tramite adattatore al connettore ventola originale della scheda, così restano pilotate direttamente dalla GPU e non da un controller esterno improvvisato. A completare il raffreddamento, tre ventole Noctua Industrial montate frontalmente, che prendono i loro comandi dai sensori della scheda madre.
Il resto del lavoro è quello che normalmente non si vede: pasta termica Arctic MX-6 sul die, nuovi pad termici dove servivano, e dissipatori in rame incollati con colla termica su VRM e moduli RAM della scheda video, punti che il raffreddamento originale copriva in modo generico e che qui sono stati trattati uno per uno. Non è un aggiornamento da manuale, è modding vero: si smonta, si taglia, si salda, si rimonta, e alla fine la scheda funziona meglio di come l'ha pensata chi l'ha progettata per un case standard.
La macchina intorno alla GPU
Il resto della configurazione compute è meno spettacolare da raccontare ma altrettanto pensato. La base è una Gigabyte X870E Aorus Pro ICE con un AMD Ryzen 9950X e 128GB di RAM Corsair DDR5 a 6000MHz, un impianto pensato per reggere carichi paralleli pesanti senza strozzature. Il processore è raffreddato ad aria con un Thermalright Peerless Assassin Mini: per il tipo di carico che deve sostenere il liquido non serve, e aggiungerlo avrebbe voluto dire più punti di guasto senza un beneficio reale. L'alimentazione è affidata a un Corsair RM850x.
Sul fronte storage, Nerd Force One tiene insieme due esigenze diverse, capacità e velocità. Otto HDD Seagate Enterprise da 12TB, per circa 96TB grezzi, coprono l'archiviazione di lungo periodo insieme a due WD Red da 4TB, il tutto gestito da un controller HBA di serie 9300. La velocità la garantiscono due NVMe Kingston da 128GB su PCIe4 e due Sabrent Rocket 4 da 4TB, per tutto ciò che deve rispondere in tempo reale: database, container, cache. Il raffreddamento generale del rack è affidato a tre ventole Noctua Industrial da 120mm affiancate da sei Arctic P9 Max, la stessa famiglia di ventole usata sulla GPU.

Il rack fisico che ospita tutto questo ha una porta in vetro, dodici slot hot-swap numerati, un cassetto estraibile con tastiera e mouse per interventi rapidi, e uno switch secondario TP-Link TL-SG1024 a 24 porte per la gestione interna. È curato, ma resta un contenitore: quello che conta è cosa c'è dentro e come funziona, non come si presenta da fuori.
Telefonia aziendale, senza centralini in affitto
Anche la telefonia dell'azienda gira su Nerd Force One, con un centralino Grandstream UCM 6304 che gestisce le linee interne. Due cordless IP Grandstream WP816 coprono la mobilità in ufficio, mentre due iPhone lavorano come softphone attraverso l'app Grandstream Wave, così i numeri aziendali seguono le persone anche fuori sede senza bisogno di un secondo dispositivo fisico. Un adattatore HT801 collega ancora una linea analogica dove serve, per compatibilità con l'esistente. Nessun canone mensile a un provider VoIP esterno: la centrale è nostra, la configurazione è nostra, e possiamo modificarla quando vogliamo senza aprire un ticket con nessuno.
Rete e videosorveglianza, un solo ecosistema
Rete e sicurezza fisica sono costruite sull'ecosistema Ubiquiti. Una Dream Machine Special Edition fa da gateway e controller centrale, uno switch PoE USW Pro Max a 24 porte distribuisce alimentazione e connettività ai dispositivi collegati, e un UNVR registra i flussi di nove telecamere UniFi Protect G6 posizionate a coprire gli ambienti aziendali. È un'infrastruttura di rete e sorveglianza che risponde a un'unica logica di gestione, integrata nello stesso sistema che fa girare il resto.
TrueNAS come hub, non come NAS
Al centro del software c'è TrueNAS SCALE, che ospita in container tutti i servizi che tengono in piedi il lavoro quotidiano dell'azienda: Nextcloud per file e collaborazione, Stalwart per la posta, n8n per le automazioni, Ollama e Whisper per i modelli di intelligenza artificiale locali, WAHA per l'integrazione WhatsApp, Syncthing per il cloud personale, un reverse proxy nginx che smista il traffico verso i servizi giusti, Pi-hole per DNS e ad-blocking a livello di rete, e alcuni strumenti sviluppati internamente, tra cui un agente IA e il sistema di fatturazione. Attorno a questi girano anche componenti più di supporto come Redis e un file browser, meno appariscenti ma comunque parte del meccanismo.
Il punto non è la lista dei servizi in sé, ma quello che tenerli tutti sotto lo stesso tetto rende possibile. Nessun dato aziendale che transita su server di terzi, nessuna funzione critica che dipende da un abbonamento cloud che potrebbe cambiare condizioni domani. Nerd Force One non è un semplice NAS con qualche extra. È l'hub che tiene insieme rete, sicurezza, telefonia, storage e intelligenza artificiale in un unico sistema che Nerd Company ha progettato, costruito e modificato pezzo per pezzo, fino a tagliare e risaldare l'hardware quando serviva. La libertà di decidere come far funzionare la propria infrastruttura, senza doverla chiedere a nessun altro, è esattamente il punto.